Introduzione all'archivio

Teresita Bonfatti nacque a Gubbio il 18 febbraio 1869 e morì a Milano il 20 maggio 1948. Sposò il conte Umberto Pasini della Pisana al seguito del quale si trasferì a Milano dal quale si separò e non ebbe figli.
Scrittrice, giornalista per "Vita internazionale", "Il Secolo d'Italia" e "Anima nuova", conferenziera, fu autrice di una raccolta di novelle intitolata Il dramma, pubblicata dall'editore Treves. Scelse presto per i suoi scritti lo pseudonimo di Alma dolens come a voler assumere e significare la sua attenzione per le miserie e le difficoltà dell'umanità tutta. S'impegnò attivamente per il voto alle donne e per il movimento pacifista sostenendo a lungo queste cause in conferenze, dibattiti pubblici e scritti. All'interno del movimento per il voto alle donne, fece parte del Comitato Pro suffragio femminile lombardo ricoprendone anche il ruolo di presidentessa e sostenne il tema del diritto di voto delle donne in numerose conferenze in giro per l'Italia. Fu delegata al Congresso internazionale pro suffragio del 1913.
Notevole fu anche la sua attività a sostegno del movimento pacifista che contribuì a diffondere attraverso numerose conferenze pubbliche dai titoli "Per il diritto e per la civiltà", "Sopra i partiti, oltre i confini", "Pro arbitrato" svoltesi in numerose città italiane come Napoli, Palermo, Bari, Catania, Catanzaro, Firenze, Lodi ma anche all'estero, è da ricordare ad esempio un soggiorno in Belgio con conferenze pacifiste nelle città di Bruxelles, Gand, Anversa, Liegi. Insieme a Ersilia Majno, Alessandrina Ravizza e Irma Melany Scodnik, fece parte dell'Unione lombarda, un'associazione presieduta da Teodoro Moneta, premio Nobel per la Pace nel 1907, per unire il movimento pacifista lombardo. Nel 1908 al I Congresso delle donne italiane presentò una relazione dal titolo La donna nel giornalismo che provocò un forte dibattito ventilando il progetto per la fondazione di un'associazione giornalistica letteraria femminile in Italia. Nel 1910 rappresentò la Camera del Lavoro di Milano al Congresso internazionale di Copenaghen. Nel 1911 fondò la Società operaia "Pro arbitrato e disarmo" diventandone presidentessa. Fu particolarmente attiva nel diffondere il tema pacifista presso il movimento operaio milanese ottenendo l'adesione alla Società operaia "Pro arbitrato e disarmo" prima di singole rappresentanze dei lavoratori, dalla Federazione dei sigarai e delle sigaraie a quella dei muratori e poi dell'intera Camera del Lavoro di Milano. Partecipò al Congresso di Stoccolma del Movimento per la Pace portando l'adesione dei 32000 lavoratori e lavoratrici della Camera del Lavoro di Milano. Il suo era un pacifismo moderato che propagandava una riduzione degli armamenti concertata tra gli stati e l'istituzione di un tribunale internazionale per dirimere le controversie tra gli stati e sottolineava come il risparmio delle spese militari potesse essere adibito alla costruzione di scuole, nuove strade, bonifiche e commercio.
Come molti altri e altre, nonostante il suo pacifismo non antimilitarista, sostenne l'entrata in guerra dell'Italia nella prima Guerra mondiale e fu particolarmente attiva come volontaria a sostegno dei profughi delle terre irridente, dei militari e delle loro famiglie. In particolar modo nel 1917 tenne diverse conferenze a ricordo degli internati italiani in Austria e della mobilitazione civile obbligatoria. Nello stesso sentire si inserisce l'attività svolta successivamente negli anni 1919-20 per la città di Fiume all'epoca dell'occupazione di D'Annunzio: fece parte del Comitato nazionale pro Fiume e in riconoscimento del suo ruolo in questo frangente ebbe in seguito una medaglia al merito.
Infine dobbiamo ricordare l'attività di conferenziera che verteva anche su argomenti culturali e non politici come la musica o l'arte ed ecco quindi le conferenze su Chopin e Grieg o quella (portata in giro per tutta l'Italia) sulle bellezze artistiche e paessaggistiche dell'Umbria, sua regione natale.
Di idee politiche era socialista riformista. Nel 1912 si schierò contro Bissolato e Cabrini al Congresso di Reggio Emilia del PSI per l'assenso da essi dato al guerra in Libia. Nel dicembre 1921, al Convegno nazionale tra i socialisti autonomi, presentò una relazione sui problemi femminili. Secondo i ricordi familiari all'epoca dell'assassinio di Giacomo Matteotti raccolse firme di adesione al lutto che poi presentò alla vedova dell'uomo politico, incurante delle difficoltà a cui sarebbe potuta andare incontro.
Negli ultimi anni di vita venne ospitata in casa di amici nella famiglia dell'avvocato Gilioli di Milano dove morì quasi ottantenne nel 1948. Il suo corpo è stato tumulato nel Cimitero monumentale di Milano.


Il Fondo Teresita Bonfatti Pasini della Pisana conserva la documentazione della vita e dell'attività di Alma dolens, giornalista e conferenziera. La documentazione comprende tracce della produzione giornalistica e politica e la corrispondenza ricevuta in un arco di tempo dall'inizio del Novecento fino agli anni della Seconda Guerra mondiale.
La documentazione si presentava raccolta in 2 grandi album per documenti senza nessun segno di un ordinamento risalente all'autrice, ma al contrario con tracce di un riordinamento recente o un tentativo di schedatura.

Per ogni fascicolo sono stati utilizzati i seguenti descrittori e abbreviazioni:
- titolo
- descrizione
- estremi cronologici
- note
- biglietto: bigl.
- carta, -e: c., cc.
- cartolina: cart.
- dattiloscritto, -a: datt.
- lettera: lett.
- manoscritto, -a, -i, e: ms, mss.

L'inventario è stato realizzato informaticamente utilizzando l'applicativo regionale Sesamo 3.1, distribuito
gratuitamente dalla Regione Lombardia. Il riordino e l'inventariazione del fondo sono stati realizzati dalla dott.ssa Carla Cioglia.
L'inventario è corredato da un Indice di persona.

Riferimenti bibliografici

Dizionario biografico delle donne lombarde 568-1968, a cura di Rachele Farina, Baldini & Castoldi, Milano, 1995.

Nella serie sono conservate le riproduzioni su carta di alcune fotografie di Teresita Bonfatti e della sua famiglia e l'annuncio funebre pubblicato su L'Avanti.

Vai al dettaglio: Personale

La serie conserva la testimonianza dell'attività giornalistica e politica svolta da Pasini durante gli anni della sua vita. E' articolata in due sottoserie che raccolgono gli scritti di argomento generale e l'attività specifica svolta a favore dell'occupazione della città di Fiume. Si è scelto di conservare separatamente quest'ultima parte della documentazione perché era tale all'atto del versamento delle carte.

Vai al dettaglio: Attività politica e giornalistica

Contiene:

  1. 2.1 Scritti
  2. 2.2 Reggenza italiana del Carnaro

La serie conserva la corrispondenza ricevuta da Teresita Bonfatti Pasini dal 1906 al 1945. Le carte sono state articolate in fascicoli personali intestati al mittente ordinati alfabeticamente. Alcuni mittenti non sono stati individuati.

Vai al dettaglio: Corrispondenza

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Raccolte