L’archivio Marta Lonzi attualmente trasferito alla Fondazione Badaracco riguarda la documentazione presente nella casa di famiglia in Chianti in quello che è stato l’ultimo studio di Marta: relativa quindi all’attività professionale di progettista, inclusa la produzione teorica (articoli, conferenze, libri). Comprende inoltre capitoli significativi sulla galleria di design Antithesis e sui viaggi di studio (per immagini in diapositive); materiali documentari e pubblicazioni delle edizioni di Rivolta femminile (sia i titoli di cui è autrice ma non solo). Sono incluse anche due scatole di corrispondenza privata, 3 plastici (2 modelli in cartoncino; 1 in metallo) relativo a committenze private e a un progetto di concorso.
L’archivio è suddiviso in 7 serie: Documenti personali, Progetti e concorsi, Scritti e conferenze, Design, Fotografie di viaggi e di architetture, Scritti su M. Lonzi, Femminismo.
La serie “Documenti personali” contiene per lo più la corrispondenza e le fotografie. La corrispondenza è costituita da lettere delle sorelle e della madre (con anche alcune minute di lettere di Marta), dal carteggio con il marito Giancarlo Mibelli per gli anni 1960-1976, da lettere e cartoline di amici, fra cui rilevante il carteggio con l'amica Anna Cioli. Le fotografie sono presenti in forma frammentaria e comprendono alcuni ritrattti di Marta, fotografie con i figli in vacanza o in altre situazioni, fotografie con amici e di amici in diversi contesti. Tra le fotografie due fascicoli riguardano Carla Accardi con foto prevalentemente di sue opere (il lume e la tenda) e Pietro Consagra con foto di sue opere ambientate nello studio milanese con la presenza di Carla Lonzi e altri contesti.

La serie “Progetti e concorsi” raccoglie la documentazione dei numerosi concorsi d'architettura e di urbanistica in Italia e all'estero a cui Marta Lonzi partecipa, a partire dalla metà degli anni ’60 (Concorso per il teatro Comunale di Cagliari, 1965), fino ai primi anni 2000 (Concorso per la realizzazione di un parcheggio nell'area ex SITA, Siena, 2003; Concorso per la sistemazione e valorizzazione della piazza I Ottobre, Santa Maria Capua Vetere, 2006).
Alcune di queste proposte scandiscono tappe fondamentali nella sua ricerca: così il Concorso per il parco urbano del Porto Navile e della Manifattura Tabacchi a Bologna, 1984; il Concorso di idee per il riassetto di piazzale Matteotti e l'utilizzo dell'area dell'ex-Macello e sue adiacenze a Vicenza; il Concorso Internazionale per idee e progetto preliminare per la riqualificazione e sistemazione del Borghetto Flaminio a Roma, 1994-95, come è documentato dalla ripetuta ricorrenza nell’archivio. Dei progetti di concorso si ritrova una documentazione a volte ricchissima, con appunti, studi, foto di sopralluoghi, schizzi, fino a elementi del modello, oltre ovviamente alle proposte concorsuali e alla corrispondenza con colleghi e consulenti.
Sono documentati anche gli incarichi professionali di progettazione di edifici, di ristrutturazione architettonica e restauro, in Italia e all'estero (Maiorca, Vienna, Berlino), sovente pubblicati su riviste italiane e estere, che svolge in parallelo per una solida cerchia di committenti. La documentazione, nei casi di maggiore complessità, comprende schizzi e diverse successive stesure di progetto, documentazione fotografica degli stadi di avanzamento dei lavori, fino all’opera completata, oltre che corrispondenza con committenti, fornitori e consulenti.

L’archivio conserva, nella serie “Scritti e conferenze”, una articolata documentazione dell’evoluzione delle tematiche di ricerca di Marta Lonzi. Il libro_ L’architetto fuori di sé_ , pubblicato nel 1982, è il primo risultato di un percorso di ricerca sul processo “reale e non sublimato” che le varrà inviti per conferenze, seminari di sperimentazione e corsi di progettazione soprattutto all’estero. Inizia infatti una densa stagione di presentazione e di dibattito, in diverse facoltà di Architettura italiane e straniere sul tema “Che cosa è per una donna creare?”. Spesso alle conferenze segue un coinvolgimento didattico in corsi o seminari: così a Berlino, prima all’IBA nel 1987 quindi all’Hochschule der Kunste (1989); e poi Malaga (1993), di nuovo Strasburgo (1993-94), Toledo (1994), La Coruña (1994-95). In Italia rientrerà con un incarico universitario soltanto nel 2005, al Master Restauro del moderno del Politecnico di Milano. Il tema delle periferie urbane, in particolare di quelle romane, sarà oggetto di continui approfondimenti e sfocerà nel progetto elaborato per Pietralata poi fatto proprio dalle associazioni di base del quartiere, pubblicato in Del Sistema Direzionale Orientale, Prototipi, Milano 1997 quindi in_ Roma è da salvare. Pietralata New York Istanbul_ , Prototipi, Milano, 1999. Il punto di approdo di tante esperienze e ricerche è il libro Autenticità e progetto pubblicato da Jaca Book nel 2006.
Queste attività sono documentate con diverse e successive stesure dei testi, corrispondenza con interlocutori entro e fuori le istituzioni accademiche, materiale iconografico delle varie tematiche affrontate, rassegne stampa di studio da quotidiani, periodici e libri.
È presente una ricca documentazione dell’attività didattica a Strasburgo, che include la sbobinatura e la successiva traduzione delle lezioni con gli interventi degli studenti.
Particolarmente interessanti, tra la corrispondenza e la documentazione raccolta, le tracce di una significativa rete “di genere” europea nell’ambito dell’architettura e dell’ambiente.
Sono presenti anche i materiali del Corso sperimentale di preparazione urbanistica organizzato ad Arezzo dal Centro studi della fondazione Olivetti nel 1965 e i documenti INU 1965-66, incluso il contributo a più mani che sfocerà nell’elaborato vincitore del Premio Olivetti 1966 La città nuova, insieme a M. Cusmano, B. Gabrielli, R.
Mazzanti, R. Rozzi.

La serie “Design” raggruppa la documentazione relativa ai progetti di oggetti estrapolati dall’architettura d’interni e alla conduzione di Antithesis, una società editrice di design e una galleria omonima aperta nel 1986 in via Margutta a Roma. Sotto questa sigla Marta Lonzi produce una serie di mobili, lampade e oggetti, alcuni dei quali realizzati per le ristrutturazioni di case e di uffici progettati a partire dal 1970. Emblematica è la lampada AL70, un lume con segni grafici di Carla Accardi, concepito per la ristrutturazione dell’appartamento dell’artista nel 1970 poi inserito nel catalogo Antithesis nel 1988.
In archivio è presente una ricca documentazione fotografica dei prodotti, parte della quale realizzata appositamente per il catalogo. Per alcuni lumi anche disegni e informazioni tecniche, mentre per la maggior parte dei mobili si trovano in questa sezione solo disegni schematici, con il rimando ai progetti originari.
Ampia la sezione di corrispondenza con fornitori ed eventuali distributori dei prodotti; inoltre sono documentate tutte le fasi di realizzazione del catalogo, e l’inaugurazione della galleria. Sono presenti anche elaborati di concorso degli anni ’60 e un progetto di barca, di cui Marta Lonzi aveva disegnato gli interni, e due primissimi lavori di
grafica.

La serie “Fotografie di viaggi e architetture” raccoglie immagini (su diapositiva) di numerosi viaggi compiuti in Italia e all’estero (Tunisia, Marocco, Brasile, Stati Uniti, Russia, Spagna, Portogallo…). Si tratta di viaggi di studio e di svago, accomunati dalla medesima attenzione all’architettura, al paesaggio e all’ambiente.

La serie “Scritti su Marta Lonzi”raccoglie i testi, per lo più articoli pubblicati su riviste Italiane e straniere qui conservate integre ed estratti da pubblicazioni a lei riferiti. Di particolare rilievo il portfolio in corso di montaggio da parte della stessa Lonzi, costruito alternando materiali a stampa (estratti da cataloghi, riviste) a stampe fotografiche e riproduzioni di disegni per documentare i suoi lavori principali.

La serie “Femminismo” conserva solo parte dei documenti relativi alla partecipazione al gruppo Rivolta femminile e alla successiva attività della casa editrice omonima creata all’inizio degli anni 70 con sede a Milano. Anche dopo la prematura scomparsa, nel 1982, della sorella Carla, continua insieme alle altre componenti del gruppo milanese a occuparsene, presentandone l’attività in diverse fiere internazionali dell’editoria femminista. La militanza è scandita dai contributi pubblicati negli anni ’70: “Diritti della mia soggettività”, in La presenza dell’uomo nel femminismo (con Anna Jaquinta, Carla Lonzi), Scritti di Rivolta femminile, Milano 1978, dalla cura editoriale della produzione poetica di Carla (C. Lonzi, Scacco ragionato, Poesie 1958-1963, a cura di Marta Lonzi, Anna Jaquinta, Scritti di Rivolta femminile, Milano 1985), infine dalla monografia Diana: una femminista a Buckingham Palace, Scritti di Rivolta femminile, Milano 1998. In archivio sono conservate copie degli ultimi due titoli e di parte del catalogo di Scritti di Rivolta femminile, la vasta documentazione da lei raccolta per il libro su Lady Diana. Inoltre è presente la corrispondenza con diverse interlocutrici dal 1973 al 2001.

Riferimenti bibliografici

L’archivio Marta Lonzi è depositato presso la Fondazione Badaracco dal 2017. Una prima parte dell’archivio è stato ritirato presso un’abitazione degli eredi, a Gaiole in Chianti, condizionato in 30 scatole, senza inventario. Una seconda parte è stata consegnata nel novembre 2018: 15 faldoni di documenti e 70 tubi contenenti disegni e tavole di progetto, senza inventario. I documenti erano conservati in quello che è stato l’ultimo studio di Marta Lonzi e si presentavano prevalentemente raccolti in faldoni ordinati, in parte, secondo criteri da lei stessa definiti: secondo cioè un ordinamento cronologico per quel che riguarda “Progetti e Concorsi”, integrati dai tubi raccoglitori; un ordinamento tematico per la parte degli Scritti.
L’ordinamento dei progetti e concorsi non separava i progetti professionali dai progetti di concorso, mentre i progetti esteri sono pervenuti in una sequenza distinta. In fase di riordino si è ritenuto opportuno unificare tutti i progetti, anche quelli esteri in un'unica serie cronologica. Così sono stati integrati nell'ordinamento cronologico alcuni progetti originariamente accorpati per committenza.
Di tutta l’attività progettuale l’archivio conservava distinta, per quel che riguarda la documentazione grafica, tavole in eliocopia (ripiegate) riferite alle stesure finali dei progetti (sovente integrate da schizzi e disegni in piccolo formato) conservate nei faldoni e tavole in originale (su carta da lucido e da spolvero), oltre a riproduzioni su supporti sintetici (radex, poliestere ecc.) e schizzi e disegni in formati diversi, conservati in tubi di cartone.
Questi ultimi sono stati consegnati nell’autunno 2018 (una settantina, corrispondenti a una cinquantina di progetti): tavole, disegni e schizzi su supporti diversi (carta da lucido e da spolvero, poliestere ecc.) che si presentavano in molti casi con gravi problemi di conservazione.
La documentazione fotografica è pervenuta in parte in un raggruppamento separato di buste suddivise per progetti (prevalentemente stampe e negativi) e in parte raccolta insieme ai fascicoli cartacei (soprattutto le diapositive). È stata mantenuta la necessaria separazione di questa tipologia di documenti anche per la necessaria ricondizionatura in supporti predisposi per la conservazione secondo gli standard vigenti.
Una sezione a parte riguardava l’attività della Galleria Antithesis (1986-1990) e del marchio omonimo di edizioni di design, che comprendeva anche alcuni progetti ripresi o elaborati per l’occasione.
La documentazione più personale, come corrispondenza con famigliari e amici e le fotografie personali, era raccolta, senza alcun ordine, in scatole o in buste con qualche indicazione.
Nel primo sopralluogo effettuato presso la casa di famiglia erano stati individuati documenti e libri disposti in scaffali di una libreria, e diversi materiali contenuti in scatole di cartone a terra relativi a temi e storia del femminismo e a Rivolta femminile e Carla Lonzi. Sull’argomento sono pervenuti a Fondazione Badaracco solo i materiali conservati negli scaffali della libreria: diverse copie di due dei libri curati da Marta Lonzi e pubblicati da Rivolta femminile, parte del catalogo di Scritti di Rivolta femminile e documentazione da lei raccolta per il libro su Lady Diana. Inoltre è presente la corrispondenza con diverse interlocutrici dal 1973 al 2001.

Nel rispetto dell’impostazione originaria, si è deciso di privilegiare l’unità di progetto, cui sono state ricondotte tutte le tipologie dei materiali (documenti, materiali grafici e fotografie). Nell’ordinamento inventariale quindi ciascuna unità è costituita da: sottofascicoli della documentazione cartacea (pervenuta in scatole), da fascicoli e sottofascicoli della documentazione fotografica e dal sottofascicolo relativo agli elaborati grafici originali (titolo convenzionale).
Per quanto riguarda le collocazioni si segnala che la documentazione fotografica è conservata in scatole predisposte per i materiali fotografici suddivise in due raggruppamenti: negativi e stampe (segnatura con sigla FNS) e diapositive (segnatura con sigla FD). Gli “Elaborati grafici originali” sono conservati in cassettiera metallica e in tubi (per i disegni con misure non compatibili con le misure della cassettiera), con segnatura EG.

Si è scelto di creare un indice dei nomi citati (corrispondenti, collaboratori a progetti, committenti e altri), degli enti (in particolare università straniere ed enti di architettura e urbanistica), dei toponimi (luoghi dei progetti e dei viaggi).
L'inventario è stato realizzato con l'applicativo web open source Archimista ed è a cura di Maria Rosaria Moccia e Raffaella Poletti.

La serie "Documenti personali" contiene per lo più la corrispondenza e le fotografie. La corrispondenza è costituita da lettere delle sorelle e della madre (con anche alcune minute di lettere di Marta), dal carteggio con il marito Giancarlo Mibelli per gli anni 1960-1976, da lettere e cartoline di amici, fra cui rilevante il carteggio con l'amica Anna Cioli. Le fotografie sono presenti in forma frammentaria e comprendono alcuni ritrattti di Marta, fotografie con i figli in vacanza o in altre situazioni, fotografie con amici e di amici in diversi contesti. Tra le fotografie due fascicoli riguardano Carla Accardi con foto prevalentemente di sue opere (il lume e la tenda) e Pietro Consagra con foto di sue opere ambientate nello studio milanese con la presenza di Carla Lonzi e altri contesti.

Vai al dettaglio: Documenti personali

Marta Lonzi partecipa a numerosi concorsi d'architettura e di urbanistica in Italia e all'estero, a partire dalla metà degli anni ’60 (Concorso per il teatro Comunale di Cagliari, 1965), fino ai primi anni 2000 (Concorso per la realizzazione di un parcheggio nell'area ex SITA, Siena, 2003; Concorso per la sistemazione e valorizzazione della piazza I Ottobre, Santa Maria Capua Vetere, 2006). Alcune di queste proposte scandiscono tappe fondamentali nella sua ricerca: così il Concorso per il parco urbano del Porto Navile e della Manifattura Tabacchi a Bologna, 1984; il Concorso di idee per il riassetto di piazzale Matteotti e l'utilizzo dell'area dell'ex-Macello e sue adiacenze a Vicenza; il Concorso Internazionale per idee e progetto preliminare per la riqualificazione e sistemazione del Borghetto Flaminio a Roma, 1994-95, come è documentato dalla ripetuta ricorrenza nell’archivio. Dei progetti di concorso si ritrova una documentazione a volte ricchissima, con appunti, studi, foto di sopralluoghi, schizzi, fino a elementi del modello, oltre ovviamente alle proposte concorsuali e alla corrispondenza con colleghi e consulenti. In parallelo svolge incarichi professionali di progettazione di edifici, di ristrutturazione architettonica e restauro, in Italia e all'estero (Maiorca, Vienna, Berlino) per una solida cerchia di committenti, sovente pubblicati su riviste italiane e estere. La documentazione, nei casi di maggiore complessità, comprende schizzi e diverse successive stesure di progetto in originale e in copie, documentazione fotografica degli stadi di avanzamento dei lavori, fino all’opera completata, oltre che corrispondenza con committenti, fornitori e consulenti.

Vai al dettaglio: Progetti e concorsi

Il libro _L’architetto fuori di sé_, pubblicato nel 1982, è il primo risultato di un percorso di ricerca sul processo "reale e non sublimato" che le varrà inviti per conferenze, seminari di sperimentazione e corsi di progettazione soprattutto all’estero. Inizia infatti una densa stagione di presentazioni e di dibattito, in diverse facoltà di Architettura italiane e straniere sul tema "Che cosa è per una donna creare?". Spesso alle conferenze segue un coinvolgimento didattico in corsi o seminari: così a Berlino, prima all’IBA nel 1987 quindi all’Hochschule der Kunste (1989); e poi Malaga (1993), di nuovo Strasburgo (1993-94), Toledo (1994), La Coruña (1994-95). In Italia rientrerà con un incarico universitario soltanto nel 2005, al Master "Restauro del moderno" del Politecnico di Milano. Il tema delle periferie urbane, in particolare di quelle romane, sarà oggetto di continui approfondimenti e sfocerà nel progetto elaborato per Pietralata poi fatto proprio dalle associazioni di base del quartiere, pubblicato in _Del Sistema Direzionale Orientale_, Prototipi, Milano 1997 quindi in _Roma è da salvare. Pietralata New York Istanbul_, Prototipi, Milano, 1999. Il punto di approdo di tante esperienze e ricerche è il libro _Autenticità e progetto_ pubblicato da Jaca Book nel 2006. L’archivio conserva articolata documentazione dell’evoluzione delle tematiche di ricerca: diverse e successive stesure dei testi per scritti e conferenze, corrispondenza con interlocutori entro e fuori le istituzioni accademiche, corredo iconografico delle varie tematiche affrontate, rassegne stampa di studio da quotidiani, periodici e libri. È presente una ricca documentazione dell’attività didattica a Strasburgo, che include la sbobinatura e la successiva traduzione delle lezioni con gli interventi degli studenti. Particolarmente interessanti, tra la corrispondenza e la documentazione raccolta, le tracce di una significativa rete "di genere" europea nell’ambito dell’architettura e dell’ambiente. Sono presenti anche i materiali del Corso sperimentale di preparazione urbanistica organizzato ad Arezzo dal Centro studi della fondazione Olivetti nel 1965 e i documenti INU 1965-66, incluso il contributo a più mani che sfocerà nell’elaborato vincitore del Premio Olivetti 1966 _La città nuova_, insieme a M. Cusmano, B. Gabrielli, R. Mazzanti, R. Rozzi.

Vai al dettaglio: Scritti e conferenze

Nel 1986 Marta Lonzi apre Antithesis, una socità editrice di design e una galleria omonima in via Margutta a Roma. Sotto questa sigla produce una serie di mobili, lampade e oggetti, alcuni dei quali realizzati per le ristrutturazioni di case e di uffici progettati a partire dal 1970. Emblematica è la lampada AL70, un lume con segni grafici di Carla Accardi, concepito per la ristrutturazione dell’appartamento dell’artista nel 1970 poi inserito nel catalogo Antithesis nel 1988. In archivio è presente una ricca documentazione fotografica dei prodotti, parte della quale realizzata appositamente per il catalogo. Per alcuni lumi anche disegni e informazioni tecniche, mentre per la maggior parte dei mobili si trovano in questa sezione solo disegni schematici, con il rimando ai progetti originari. Ampia la sezione di corrispondenza con fornitori ed eventuali distributori dei prodotti; inoltre sono documentate tutte le fasi di realizzazione del catalogo, e l’inaugurazione della galleria. Sono presenti anche elaborati di concorso degli anni ’60 e un progetto di barca, di cui Marta Lonzi aveva disegnato gli interni, e due primissimi lavori di grafica.

Vai al dettaglio: Design

La serie documenta, per lo più con diapositive, i numerosi viaggi e le architetture di luoghi a partire dal 1963 fino agli anni '90. I viaggi in diversi paesi, dall'Europa, all'Africa, agli Stati Uniti e al Sud America, documentano prevalentemente le architetture. Sono quindi un importante riferimento alla cultura e agli interessi architettonici dell'autrice.

Vai al dettaglio: Fotografie di viaggi e di architetture

La serie raccoglie testi su Marta Lonzi, per lo più articoli pubblicati su riviste italiane e straniere qui conservate integre o estratti da pubblicazioni. Di particolare rilievo il portfolio in corso di montaggio da parte della stessa Lonzi, costruito alternando materiali a stampa (estratti da cataloghi, riviste) a stampe fotografiche e riproduzioni di disegni per documentare i suoi lavori principali.

Vai al dettaglio: Scritti su M. Lonzi

All’inizio degli anni 70 Marta Lonzi partecipa alla creazione della casa editrice Scritti di Rivolta femminile con sede a Milano. Anche dopo la prematura scomparsa, nel 1982, della sorella Carla, continua insieme alle altre componenti del gruppo milanese a occuparsene, presentandone l’attività della casa editrice in diverse fiere internazionali dell’editoria femminista. La militanza è scandita dai contributi pubblicati negli anni ’70: "Diritti della mia soggettività", in _La presenza dell’uomo nel femminismo_ (con Anna Jaquinta, Carla Lonzi), Scritti di Rivolta femminile, Milano 1978, dalla cura editoriale della produzione poetica di Carla (C. Lonzi, _Scacco ragionato, Poesie 1958-1963_, a cura di Marta Lonzi, Anna Jaquinta, Scritti di Rivolta femminile, Milano 1985), infine dalla monografia _Diana: una femminista a Buckingham Palace,_ Scritti di Rivolta femminile, Milano 1998. In archivio sono conservate copie degli ultimi due titoli e di parte del catalogo di Scritti di Rivolta femminile, la vasta documentazione da lei raccolta per il libro su Lady Diana. Inoltre è presente la corrispondenza con diverse interlocutrici dal 1973 al 2001.

Vai al dettaglio: Femminismo

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