Il fondo Usciamo dal silenzio conserva le carte relative all’attività del movimento nato alla fine del 2005, e diventato poi associazione nel 2010, in reazione ad una campagna politica contro la legge 194: da una prima mail inviata dalla giornalista Assunta Sarlo ai suoi contatti nacque un ampio movimento di donne che si incontrò in una prima assemblea presso la Camera del lavoro di Milano nel novembre 2005 e che portò all’organizzazione della manifestazione in difesa della legge 194 e per la libertà femminile del 14 gennaio 2006 a Milano.
L’archivio consta di 4 faldoni e presenta la documentazione legata ad alcune delle iniziative di Uds tra cui oltre alla manifestazione per la Legge 194 del 2006, la manifestazione alla Stazione centrale di Milano contro la violenza maschile sullle donne “Usciamo la notte” nel novembre 2006, l’organizzazione della tre giorni “Donne, politica & passione” all'interno dell'area dell'ex Ospedale psichiatrico Paolo Pini nel giugno 2007, l’adesione alla manifestazione nazionale di Roma contro la violenza maschile sulle donne del 2007, le rassegne teatrali presso il Teatro Franco Parenti di Milano del 2010 - "Un diverso parlarsi tra uomini e donne" con Saverio La Ruina - e del 2011 "Le donne parlano tante lingue" con Maddalena Crippa, Carlina Torta ed Elisabetta Vergani, la partecipazione al movimento Se Non Ora quando nel 2011, il convegno nazionale del 2013 "Legge 194: cosa vogliono le donne", la campagna "Yo decido - Decido io" del 2014, oltre a convegni e seminari universitari in collaborazione con altri soggetti.
Il fondo è articolato in due serie: la prima formata dai fascicoli legati all’attività di Uds e la seconda serie legata alle iniziative di altre istituzioni e associazioni e alla documentazione su temi come la violenza sulle donne e l’aborto.
I fascicoli conservano varie tipologie documentarie: volantini, opuscoli, rassegna stampa, locandine, dattiloscritti di interventi e corrispondenza. L’archivio, come sempre più accadrà per gli archivi dei prossimi anni, si presenta come un archivio ibrido che unisce ai tradizionali documenti cartacei anche dei documenti in formato digitale. Si è deciso di considerare questi ultimi come documenti in altro formato ma interpretati e inventariati sulla base delle regole dell’archivistica tradizionale: i documenti digitali che fanno riferimento ad un fascicolo cartaceo esistente, ne conservano la segnatura mantenendo semplicemente una diversa collocazione mentre quelli che costituiscono un fascicolo separato, a sè stante seguono l’ordinamento dell’archivio presentando semplicemente la collocazione in un diverso contenitore, non più un faldone cartaceo ma un hard disk. Tutti i documenti in formato digitale sono stati trasformati in file pdf per garantirne la non modificazione, la loro conservazione pone il problema della periodica conversione per ovviare all’obsolescenza dei formati.
È stata preparata una proposta di scarto delle copie multiple di opuscoli e cartoline.

Riferimenti bibliografici

Il fondo è stato versato presso la Fondazione Badaracco nel 2017. Nel corso del riordino si è proceduto al condizionamento del materiale documentario con la sostituzione dei fermagli di ferro e la sistemazione delle carte in nuove buste e fascicoli, un inventario semi-analitico del fondo è stato redatto dall'archivista Carla Cioglia tra settembre e ottobre 2017.

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