La raccolta documentaria Centro di studi storici sul movimento di liberazione della donna in Italia è composta essenzialmente da letteratura grigia: inviti, relazioni in ciclostile, dépliants informativi dei centri, atti di costituzione, volantini ecc. raccolti per origine geografica. L’ordinamento principale è quello regionale; successivamente il materiale è diviso per province e comuni, infine per enti. La ragione di questa scelta è legata alla necessità di costruire una mappa del movimento delle donne degli anni ’70, ’80 e ’90. La Lombardia è la regione con il maggior numero di documenti.

Introduzione all'archivio

La raccolta documentaria qui inventariata, di circa 9 metri lineari, è composta da 86 buste suddivise in due sezioni; la più consistente e articolata (77 buste) raccoglie i materiali di Centri, Gruppi ed Enti italiani interessati a tematiche femministe e femminili ed una più ridotta (9 buste) composta dalla documentazione relativa a Centri e gruppi esteri. I materiali raccolti, che complessivamente ricoprono l'arco cronologico 1966-1997, sono composti essenzialmente da letteratura grigia: analisi, atti di seminari e convegni, documenti politici, dépliant informativi, dossier, inviti, locandine e manifesti, interventi per incontri e convegni, opuscoli, rassegne stampa, riviste, statuti e - soprattutto - volantini. Le carte sono raccolte in singoli fascicoli per ogni Gruppo, ordinati all'interno cronologicamente. Il principale criterio organizzativo è quello regionale; successivamente il materiale è diviso per province e comuni, infine per Enti in ordine alfabetico, per dar conto di una mappa del movimento delle donne degli anni '70, '80 e '90. Nella prima sezione - Centri italiani - le 20 Regioni italiane sono rappresentate nella quasi totalità (con le uniche eccezioni di Basilicata e Molise); la Lombardia è la regione con la maggiore documentazione, con i suoi oltre 250 Enti e Gruppi, seguono Veneto (62), Emilia Romagna (50), Lazio (48) e Toscana (32). La seconda raccoglie materiale di Enti e Gruppi esteri provenienti da 23 diversi Paesi: in primis quelli che sono stati la culla del femminismo internazionale, Stati Uniti e Gran Bretagna (rispettivamente con 26 e 25 fascicoli), poi Olanda (21), Francia (12) e Spagna (9) e ancora Brasile, Kenya, Cile, Repubblica Dominicana. Di tutto il materiale è stato fatta una descrizione analitica avvalendosi dell'applicativo regionale Sesamo. L'inventario realizzato è corredato infine da un indice dei nomi e delle istituzioni e delle cose notevoli che utilizza i seguenti criteri di indicizzazione: - Con "istituzioni" vengono indicizzati tutti i Centri, Gruppi, Collettivi e Coordinamenti femminili e femministi. Oltre, naturalmente indicati tutti gli enti pubblici e i partiti politici di cui l'Archivio delle donne possiede documentazione. - Con "notevoli" sono indicizzati da una parte tutti i periodici italiani ed esteri e alcuni documenti politici, titoli di convegni e pubblicazioni. Inoltre sono considerati "notevoli" anche alcuni concetti di particolare rilevanza in generale nella storia del movimento politico delle donne. - La categoria "persona" indica, ovviamente, tutti i nomi propri. Il riordino è stato eseguito dalla Dott.ssa Chiara Martucci con la supervisione archivistica della Dott.ssa Alessandra Miola e realizzato in cofinanziamento con la Fondazione Cariplo nell'ambito del Progetto "Archivi storici del Novecento. Protagoniste e organizzazioni di donne nel Lombardo-veneto". La raccolta è consultabile presso la Fondazione "Elvira Badaracco" di Milano.

Riferimenti bibliografici

Anna Rita Calabrò, Laura Grasso (a cura di), Dal movimento femminista al femminismo diffuso, Franco Angeli, Milano 1985.

Questa serie conserva i documenti prodotti nel corso degli ultimi tre decenni dai diversi Centri, Gruppi ed Enti femminili e femministi italiani, raccolti dal CSSMLDI. La raccolta di documentazione, che complessivamente copre l'arco cronologico 1966 -1997, è composta da materiali eterogenei che costituiscono la cosiddetta "letteratura grigia": analisi, atti di seminari e convegni, documenti politici, dépliant informativi dei centri, dossier, inviti, legislazione, locandine e manifesti, interventi, opuscoli, petizioni, piccole pubblicazioni, prese di posizione, rassegne stampa, riviste, statuti e - soprattutto - volantini. Tra i materiali raccolti in questa prima sezione vi sono sia documenti politici strictu sensu sia, seppure in misura marginale, esperimenti di scrittura, slogan, testi di canzoni, raccolte di poesie, nonché materiale afferente a rassegne cinematografiche, testimonianza viva di come in quegli anni di intensa sperimentazione tutti i molteplici registri del linguaggio venissero esplorati. Il materiale è organizzato a livello regionale, poi per città, quindi per Centro ed infine cronologicamente. I documenti raccolti in questa prima serie coprono un arco di tempo che va dalla fine degli anni Sessanta alla metà degli anni Novanta circa, con un'alta concentrazione di materiale decennio dai primi anni '70 all'inizio degli anni '80 e un secondo "picco" dalla fine degli anni '80 alla prima metà dei '90. I documenti di maggior interesse storico raccolti in questa sezione sono quelli risalenti agli anni Settanta, ciclostilati o dattiloscritti, talvolta di difficile lettura: documenti vivi di quello straordinario momento di esplosione del femminismo in Italia testimoniato dalla consistente mole di materiale prodotto in quegli anni, finalizzato alla mobilitazione immediata, all'organizzazione di assemblee, riunioni e cortei. Questo spiega il considerevole numero di volantini, petizioni, prese di posizione spesso senza data né firma: tale era l'urgenza e la passione del momento. L'attenzione e la preoccupazione per la memoria storica verranno più tardi, negli anni Ottanta. Le tematiche maggiormente affrontate variano un po' a seconda degli anni: sessualità, maternità, aborto, contraccezione, divorzio negli anni Settanta; disagio psichico della donna, violenza sessuale, pensiero della differenza, storia delle donne negli anni Ottanta; guerra e pari opportunità negli anni Novanta. Vi sono naturalmente temi trasversali che continuano ad essere discussi, seppure in forme diverse, nel corso dei tre decenni, tra i quali ci limitiamo a citare: la sessualità, il desiderio, l'amore tra donne, il potere e la politica, la violenza, la salute, il lavoro, l'educazione. Questa sezione raccoglie dunque materiali particolarmente preziosi sia per la quantità e varietà dei documenti, sia per l'arco cronologico e geografico rappresentato. La Regioni maggiormente presente è senza dubbio la Lombardia con oltre 250 gruppi ed Enti e in particolare Milano, con 170 fascicoli; seguono Veneto (62) , Emilia Romagna (50), Lazio (48), Sicilia (39) e Toscana (32). Ma, aldilà della quantità di documenti per ogni singola area geografica, ciò che colpisce e sorprende è l'imponenza complessiva del numero di Centri donne, Collettivi e Gruppi femministi diffusi capillarmente in tutta Italia, a tutte le latitudini e longitudini, in grandi città, così come in piccoli centri. Fra il materiale conservato occupano un posto speciale i documenti di alcuni dei Gruppi e Collettivi più significativi del neo-femminismo italiano: Anabasi, Casa delle donne di via Col di Lana, Collettivo femminista di via Cherubini, Demau e Libreria delle donne di Milano; le compagne del Governo Vecchio, il CRAC (Coordinamento romano per i consultori autogestiti), il FUORI (Fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano), il Movimento femminista romano di Via Pompeo Magno a Roma; Le Nemesiache di Napoli; i diversi Gruppi per il salario al lavoro domestico del Veneto; Il cerchio spezzato di Trento. E i gruppi presenti in più città come Lotta femminista, l'AED (Associazione educazione demografica); l' MLD (Movimento di liberazione delle donne) e Rivolta Femminile, solo per citare i più noti. Vi è materiale anche delle Associazioni e dei Centri di documentazione più significativi nati dall'inizio degli anni '80 come l'Associazione Orlando di Bologna; L'acqua in gabbia di Pordenone; il Centro studi DWF (DonnaWomanFemme) e il Virginia Woolf di Roma; la Comunità filosofica Diotima di Verona e i vari gruppi delle Donne in nero, negli anni '90. Sono naturalmente presenti Gruppi storici come L'UDI (Unione donne italiane) e l'Unione Femminile Nazionale, i gruppi femminili dei principali partiti politici e i diversi Centri o Progetti donna degli enti locali. In ultima analisi, tutta la varietà e la profondità di forme e contenuti attraverso cui la rivoluzione operata dal femminismo ha dato per la prima volta parola alle esperienze femminili. Per questa ragione, l' Archivio del Femminismo si rivela uno strumento prezioso per valorizzare e trasmettere il lavoro appassionato e paziente di tutte le donne che sono state a vario titolo coinvolte nel grande progetto e nella pratica dei femminismi e un insostituibile fonte per ricostruire analogie, differenze e le fitte trame di relazioni dei molti gruppi di cui si è conservata traccia.

Vai al dettaglio: Documenti politici Centri italiani

In questa sezione sono raccolti i documenti prodotti da Centri stranieri raccolti in singoli fascicoli per Ente, organizzati in ordine alfabetico per Paese e città di provenienza. L'arco cronologico rappresentato va dal 1970 al 1997. La tipologia dei materiali é, in questo caso, meno variegata: si tratta soprattutto di atti di Seminari e Convegni internazionali, bollettini, cataloghi di libri, dépliant informativi, dossier, newsletter, opuscoli, riviste e relazioni. L'attività di raccolta di materiali esteri non ha costituito un impegno specifico e continuativo da parte del CSSMLDI. Di fatto, si tratta per la maggiorparte di materiali giunti al Centro grazie ai viaggi e ai contatti personali delle donne che vi lavoravano e, in particolare, della Presidente Elvira Badaraccco che - soprattutto nell'ultima parte della sua vita - era solita viaggiare e partecipare a diversi incontri a livello internazionale. Infatti, le tematiche principali della documentazione in questione riflettono, almeno in parte, i suoi interessi personali: condizioni di vita e di salute delle lavoratrici madri; diritti umani e diritti delle donne; incontri di archivi, biblioteche e centri di documentazione delle donne; legislazione europea in materia di pari opportunità; storia orale e storia delle donne; Women's Studies. Nonostante la mancanza di sistematicità nella selezione, sono rappresentati Enti e Gruppi esteri provenienti da quattro Continenti e 23 diversi Paesi: in primis quelli che sono stati la culla del femminismo internazionale, Stati Uniti e Gran Bretagna (rispettivamente con 26 e 25 fascicoli), poi diversi stati europei: Olanda (21), Francia (12), Spagna (9), Belgio (9), Danimarca (3) e ancora Brasile, Kenya, Cile, Ex-Unione Sovietica et al. La documentazione più interessante é senza dubbio quella relativa alle Conferenze internazionali delle donne delle Nazioni Unite e, in particolare, quella di Nairobi; i materiali della Boston Women's Health Book e dell'ISIS-WICCE (Women's international cross-cultural exchange) di Ginevra sulla salute delle donne; le carte dello IIAV (Internationaal Informatiecentrum en Archief voor de Vrouwenberweging) di Amsterdam e della Bibliotheque "Marguerite Durand" di Parigi, con cui il CSSMLDI aveva relazioni di collaborazione e scambio particolarmente intense e significative; la documentazione delle diverse istituzioni europee, dal Parlamento europeo alla Lobby européen des femmes e le informazioni sui primi corsi di Women's e Gender's Studies negli Stati Uniti.

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