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L’11 febbraio 1996 si consumava, dall’alto del piccolo appartamento in Via del Corallo a Roma il lungamente annunciato suicidio della più grande poetessa italiana del Novecento. Dagli anni Cinquanta viveva nella Capitale ma era nata in esilio, a Parigi, il 28 marzo 1930, figlia di Carlo Rosselli, leader dell’antifascismo fiorentino. Nell’anniversario della sua scomparsa si intende ricordare la vocazione poliedrica e interdisciplinare dell’arte di Amelia Rosselli, poetessa in tre lingue, compositrice, etnomusicologa e pittrice.

Dall’11 al 13 febbraio le Università Roma Tre e “La Sapienza” organizzano un convegno internazionale dal titolo “Un echeggiare violento. Trent’anni con Amelia Rosselli”, a cura di Andrea Cortellessa, Sonia Gentili e Monica Venturini.
Altre iniziative – reading poetici e occasioni concertistiche – popoleranno nelle stesse date altri luoghi della città, come ad esempio il Teatro Palladium.

Le giornate costituiscono un’occasione per approfondire, attraverso le relazioni di ospiti provenienti da diversi atenei italiani e internazionali e grazie ad un approccio interdisciplinare, la figura e l’opera di Amelia Rosselli, autrice centrale nel nostro Novecento poetico.
Il Convegno ha ricevuto il sostegno della Città Metropolitana e dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, della Fondazione Sapienza, della Fondazione Castello, della Fondazione Palladium, del Sistema Bibliotecario d’Ateneo dell’Università degli studi della Tuscia, della Fondazione Elvira Badaracco, della MOD Società italiana per lo studio della modernità letteraria, dell’ADI Associazione degli Italianisti, dell’Associazione La Setta dei Poeti Estinti.

Informazioni per la registrazione gratuita al convegno

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Un echeggiare violento. Trent’anni con Amelia Rosselli_locandina-cover