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Pensare "tra donne", "a
partire da sé", è il primo connotato originale - scrive Maria Luisa
Boccia nel suo libro, La differenza politica, Il Saggiatore 2002 -
del pensiero di donna generato dal femminismo". L'autocoscienza come
narrazione dei vissuti femminili, è stata la prima forma del
"pensare differente", una pratica che permetteva di rompere la
complicità con l'uomo, "logorando dentro di sé i legami con
l'identità di cui la cultura maschile ha dotato le donne".
Nell'arco di tempo che va dal femminismo degli anni '70 ad oggi, abbiamo
tuttavia notato lo "scarto" crescente "tra la modificazione
di sé e l'assenza di risposte alle questioni sociali".
Perché è
risultato così difficile “pensare differentemente” rispetto alla cittadinanza
moderna, costituita sulla figura
di un neutro-universale, il cittadino,
scorporato dalla sua singolarità, astratto dalla sua appartenenza di
sesso?
Come uscire da quello che alcune hanno chiamato “il dilemma della
cittadinanza”, l’impianto binario e oppositivo che costringe ad
altalenare tra eguaglianza
uomo-donna e specificità
femminile (identificata quasi sempre col materno) da proteggere o
valorizzare?
Su questo terreno si è mosso l’emancipazionismo, passato e presente
ma, sia pure in forme diverse, anche il “pensiero della differenza” a
partire dagli anni ’80. I tentativi di prendere le distanze dal pensiero
dualistico, dalla contrapposizione tra “ordine sessuale” e “ordine
politico”, non sono mancati, ma resta ancora problematica la
“ridefinizione del patto sociale, come se i principi e le regole della
società politica non fossero determinate dai rapporti di potere tra i
sessi”.
L’uscita
del libro di Maria Luisa Boccia offre l'occasione per organizzare il quinto dei
nostri seminari sull’eredità del femminismo (per i precedenti si
possono vedere gli Atti, pubblicati dal Paese delle donne, 2002).
Interverranno,
tra le altre: Maria Luisa Boccia, Lidia Campagnano, Maria Grazia Campari,
Manuela Fraire, Raffaella Lamberti, Lea Melandri, Paola Melchiori,
Rosangela Pesenti, Tamara Pitch, Bianca Pomeranzi, Rosella Prezzo, Paola
Redaelli.
Per
informazioni:
02.6597727 www.universitadelledonne.it
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