Libri di donne, libri di dee

Convegno

sbato 12 novembre 2005
ore 9-13, 14.30-19
Palazzo Malvezzi, Via Zamboni 13 - Bologna

Programma

Ore 9-13
Apertura dei lavori con SIMONA LEMBI, assessora alla Cultura Provincia di Bologna

Introduzione di SANDRA SCHIASSI, Armonie
e di CHIARA ORLANDINI, casa editrice VENEXIA

LUCIANA PERCOVICH La coscienza nel corpo
presentazione di GABRIELLA ZEVI
 
VICKI NOBLE La dea doppia
presentazione di MICHELA ZUCCA
 
MARY DALY Quintessenza.
Realizzare il futuro arcaico

presentazione di SELENE BALLERINI

Ore 15-19
Dibattito pomeridiano guidato dall'antropologa Matilde Callari Galli

Le autrici saranno presenti e interverranno nel corso della giornata;
è previsto un servizio di traduzione simultanea inglese/italiano

Ingresso gratuito senza obbligo di prenotazione.
 
Associazione Armonie Via Emilia Levante 138 - 40139 Bologna
Tel/fax 051542876 - email: armonie@iperbole.bologna.it
http://www.women.it/armonie/

In questo ultimi anni noi donne dell'associazione Armonie abbiamo lavorato molto sul tema del sacro femminile, sulla cultura matristica, sulla storia delle donne alla ricerca di ribellioni, resistenze che la società patriarcale tende ad occultare, a censurare. 
Tutto è incominciato con la scoperta del lavoro dell'archeologa Marija Gimbutas che ha raccolto, classificato e interpretato centinaia di reperti risalenti al paleolitico superiore e al neolitico. Nel suo famoso e purtroppo introvabile libro Il linguaggio della dea, Marija Gimbutas sostiene che in Europa tra il 7000 e il 2800 a.C.  fiorì una civiltà raffinata, pacifica, tendenzialmente egualitaria, incentrata sul culto della dea. Le donne non erano escluse dall'amministrazione del culto né dalla gestione del potere e anzi furono proprio loro a dare impulso all'agricoltura, alla tessitura, alla ceramica e, secondo alcuni studiosi, anche alla scrittura. 
Questa società che Gimbutas ha chiamato gilania, non matriarcato, sottolineando così l'equilibrio tra i ruoli maschili e
quelli femminili, finì travolta dalle invasioni a più ondate dei Kurgan, popolo proveniente dalla pianura sarmatica, e fu sostituita da una civiltà violenta,  fortemente gerarchizzata e guidata da divinità maschili.  Ma la gilania non fu del tutto soppressa, il suo ricordo, nonostante le censure, resiste nel profondo della psiche. 
I fili non sono stati spezzati tutti in maniera definitiva.  
Nei momenti di rivolta femminile affiorano infinite permanenze e tanti fili vengono riannodati. Questo è l'ambito del nostro lavoro di ricerca con l'obiettivo di accrescere la forza delle donne, di dimostrare che la secondarietà femminile non è un fatto naturale, ma il frutto di un lunghissimo e spesso cruento processo politico.  
Osservare le "veneri" paleolitiche e neolitiche ci aiuta a capire che il corpo nudo della donna non è stato sempre considerato osceno, semplice oggetto sessuale che gli uomini vogliono possedere in esclusiva per avere garantita la certezza della discendenza.  Le veneri preistoriche spesso hanno seni enormi, triangolo pubico enfatizzato, fianchi abbondanti, ventre prominente ed esprimono soprattutto una grande potenza orgasmica e riproduttiva. 
Ci ricordano anche che il senso del sacro era avvertito nella natura e nei suoi cicli, nella sessualità e nella riproduzione, prima di essere spostato lontano fino ad essere collocato nella trascendenza. 
Su questi temi abbiamo finora organizzato i seguenti eventi: 
Convegno "Il mito e il culto della grande dea. Transiti, metamorfosi, permanenze"  novembre 2000 
Presentazione degli Atti relativi ( marzo 2003)
Corso di cultura matristica autogestito ( 2003/2004)
Convegno "Dopo la dea. Religioni come segni e strumenti del patriarcato. Ribellioni delle donne come permanenze e rinascite dell'antico culto" (febbraio 2004)
Viaggio a Malta sulle tracce della dea ( maggio 2004) 
Traduzione, sottotitolatura e presentazione alla Festa dell'Unità del documentario Signs out of time sulla vita di Marija Gimbutas (settembre 2004).

   Responsabile: Laura Milani  - e-mail: fondbadaracco@mclink.it - Corso di Porta Nuova, 32 - 20121 Milano - tel. e fax 02-29005987