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Ore 9-13
Apertura dei lavori con SIMONA LEMBI, assessora alla Cultura
Provincia di Bologna
Introduzione di SANDRA SCHIASSI,
Armonie
e di CHIARA ORLANDINI,
casa editrice VENEXIA
LUCIANA PERCOVICH La coscienza nel corpo
presentazione di GABRIELLA ZEVI
VICKI NOBLE La dea doppia
presentazione di MICHELA ZUCCA
MARY DALY Quintessenza.
Realizzare il futuro arcaico
presentazione di SELENE BALLERINI
Ore 15-19
Dibattito pomeridiano guidato dall'antropologa Matilde Callari Galli
Le autrici saranno presenti e
interverranno nel corso della giornata;
è previsto un servizio di traduzione simultanea inglese/italiano
Ingresso gratuito senza obbligo di
prenotazione.
Associazione Armonie Via Emilia Levante 138 - 40139 Bologna
Tel/fax 051542876 - email: armonie@iperbole.bologna.it
http://www.women.it/armonie/
In questo ultimi anni noi donne dell'associazione Armonie
abbiamo lavorato molto sul tema del sacro femminile, sulla cultura
matristica, sulla storia delle donne alla ricerca di ribellioni,
resistenze che la società patriarcale tende ad occultare, a
censurare.
Tutto è incominciato con la scoperta del lavoro dell'archeologa
Marija Gimbutas che ha raccolto, classificato e interpretato
centinaia di reperti risalenti al paleolitico superiore e al
neolitico. Nel suo famoso e purtroppo introvabile libro Il
linguaggio della dea, Marija Gimbutas sostiene che in Europa tra
il 7000 e il 2800 a.C. fiorì una civiltà raffinata,
pacifica, tendenzialmente egualitaria, incentrata sul culto della
dea. Le donne non erano escluse dall'amministrazione del culto
né dalla gestione del potere e anzi furono proprio loro a dare
impulso all'agricoltura, alla tessitura, alla ceramica e, secondo
alcuni studiosi, anche alla scrittura.
Questa società che Gimbutas ha chiamato gilania, non
matriarcato, sottolineando così l'equilibrio tra i ruoli maschili e
quelli femminili, finì travolta dalle invasioni a più ondate dei
Kurgan, popolo proveniente dalla pianura sarmatica, e fu sostituita
da una civiltà violenta, fortemente gerarchizzata e guidata
da divinità maschili. Ma la gilania non fu del tutto
soppressa, il suo ricordo, nonostante le censure, resiste nel
profondo della psiche.
I fili non sono stati spezzati tutti in maniera definitiva.
Nei momenti di rivolta femminile affiorano infinite permanenze e
tanti fili vengono riannodati. Questo è l'ambito del nostro lavoro
di ricerca con l'obiettivo di accrescere la forza delle donne, di
dimostrare che la secondarietà femminile non è un fatto naturale,
ma il frutto di un lunghissimo e spesso cruento processo politico.
Osservare le "veneri" paleolitiche e neolitiche ci aiuta a
capire che il corpo nudo della donna non è stato sempre considerato
osceno, semplice oggetto sessuale che gli uomini vogliono possedere
in esclusiva per avere garantita la certezza della discendenza.
Le veneri preistoriche spesso hanno seni enormi, triangolo pubico
enfatizzato, fianchi abbondanti, ventre prominente ed esprimono
soprattutto una grande potenza orgasmica e riproduttiva.
Ci ricordano anche che il senso del sacro era avvertito nella natura
e nei suoi cicli, nella sessualità e nella riproduzione, prima di
essere spostato lontano fino ad essere collocato nella trascendenza.
Su questi temi abbiamo finora organizzato i seguenti eventi:
Convegno "Il mito e il culto della grande dea. Transiti,
metamorfosi, permanenze" novembre 2000
Presentazione degli Atti relativi ( marzo 2003)
Corso di cultura matristica autogestito ( 2003/2004)
Convegno "Dopo la dea. Religioni come segni e strumenti del
patriarcato. Ribellioni delle donne come permanenze e rinascite
dell'antico culto" (febbraio 2004)
Viaggio a Malta sulle tracce della dea ( maggio 2004)
Traduzione, sottotitolatura e presentazione alla Festa dell'Unità
del documentario Signs out of time sulla vita di Marija
Gimbutas (settembre 2004).
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